ALEX CARPANI - VISIONI ONIRICHE NELLA MUSICA CONTEMPORANEA
Intervista di Beatrice Casagrande
(ottobre, 2006)
Mentre
ero in treno, di ritorno per Bologna, mi sono imbattuta in un
musicista, anzi…è stato lui ad imbattersi in me: dopo
aver notato che stavo studiando alcuni spartiti, incuriosito mi ha
chiesto se fossi anch’io una musicista. Da questo incontro
sicuramente casuale, ma piacevole, è nata una collaborazione e
una profonda stima reciproca, ma ancor più sono venuta a
scoprire un grande musicista e compositore italiano, che non ho
tralasciato d’intervistare. Alex Carpani, così si chiama
ha una storia da raccontare, che può servire da esempio per
tutti coloro che amano la musica in modo viscerale, che non scendono a
compromessi, ma anche a coloro che a volte perdono la speranza.
Inizi
Alex iniziò a suonare il
pianoforte a soli sei anni e imparò a leggere la musica solo
più tardi. Nonostante le insistenze dei genitori, si
rifiutò di ricevere un’istruzione accademica, lasciandosi
semplicemente trainare dal suo istinto, dalla naturalezza di quel
gesto.
A sedici anni ricevette in
regalo da sua madre un sintetizzatore, che cambiò per la prima
volta la sua prospettiva: divenne un’ossessione. Quel dono
così inaspettato, gli fece intendere che l’unica cosa che
avrebbe voluto fare da grande era suonare. Così cominciò
ad abbozzare le idee.
Generi
Fin dall’inizio
seguì la strada della composizione senza indirizzare la propria
musica verso una direzione predefinita. Nonostante le indubbie
influenze di alcuni generi toccati in alcuni momenti peculiari della
sua vita, dal new age alla musica elettronica, da quella classica al
minimalismo, non è possibile parlare di uno stile che ricalca il
passato, ma bensì di una musica che si staglia oltre
l’orizzonte delle sperimentazioni, la cui natura è votata
all’intensità dell’espressione, maturata con gli
anni: un quadro surrealista dalle tinte forti, che sembra scendere fino
al nucleo degli enigmi dell’inconscio.
Visioni di musica
Le immagini hanno un'importanza fondamentale per una musica visionaria e fantastica.
A questo proposito Alex vede la
musica come uno spazio tridimensionale, un cosmo in cui apparentemente
tutto è abbandonato al caso, ma in cui allo stesso tempo vige un
equilibrio sottilissimo tra pianeti. La musica è fatta di
equilibri, tensioni, rapporti matematici, si esprime attraverso tre
dimensioni appunto, quella verticale del suono, quella orizzontale
dello spazio e infine quella espressiva. Infinito è il numero di
personaggi, musicisti e compositori presenti e passati che si sono
susseguiti lasciando un segno nella storia della musica.
Soddisfazioni
Concentrandosi a ritroso sulle
proprie creazioni Alex trova difficile riuscire a stabilire quale sia
la migliore, ma la prova più impegnativa rimane quella di
reggere il confronto con il tempo. La soddisfazione più grande
la prova quando l’ascolto di vecchi brani suscita in lui le
stesse emozioni di allora. Certo col tempo la sua tavolozza espressiva
è cambiata e maturata, ma ciò non toglie nulla al valore
di quel brano.
Sperimentazioni
Tra le sue migliori
sperimentazioni si colloca una trilogia dedicata ad Edoardo Sanguineti,
famoso poeta e letterato contemporaneo. In questa opera il testo, i cui
versi vengono letti e non recitati, monocordi, da Filippo Finardi
(poeta e cugino di Eugenio), è del tutto privo della costruzione
semantica. Il suono della parola diventa il nucleo su cui si fonda la
musica. La parola suggerisce la musica e la musica interagisce con la
parola.
Mancanze
Quello che non è mai
riuscito a provare è cimentarsi nella creazione di una colonna
sonora: lavoro di taglio e cucito, che rappresenta per lui la
più grande sfida. Il compositore diventa un attore nascosto che
deve riuscire a provocare le giuste emozioni all'interno di un tempo
determinato.
Obiettivi e consigli
Il suo unico obiettivo è
quello di poter vivere ciò che più ama, con l’unica
condizione di non scendere a compromessi. Infatti ora non potendo
coronare il suo sogno si mantiene svolgendo un lavoro nell’ambito
della cultura. Ai ragazzi che come lui hanno vissuto o vivono della
speranza di diventare cantanti, musicisti o compositori, suggerisce di
individuare per prima cosa che cosa la musica costituisca per loro, e
il tempo in questo è il migliore maestro e in secondo luogo di
imparare la lezione dell’umiltà , saper ascoltare. Certo
Accademie e conservatori formano bravi esecutori, ma troppo spesso si
dimostrano troppo legati al foglio scritto. Rispetto ai circuiti
tradizionali, definisce “seconda rivoluzione francese” la
promozione e la vendita online.
Frustrazioni
I musicisti, non amano le
categorizzazioni, ma il genere con cui è iniziato ad emergere,
che gode di molto credito in Europa soprattutto è snobbato dai
più in Italia. Anche in Italia non sono mancate le
soddisfazioni, ma spesso Alex ritiene di non essere stato in grado di
scegliere il momento adeguato per proporre al pubblico i suoi
spettacoli multimediali.
"Waterline"
Letteralmente "il pelo
dell'acqua" è nato in tre settimane di lavoro, è stato
creato di getto dopo una brutta frattura subita da Alex. L'idea era di
quella di richiamare la musica degli anni '70, in particolare il rock
progressivo e la linea di confine tra il sommerso e l'emerso. Quindi
Alex decide di mandare la demo del lavoro al leader delle "Orme", Aldo
Tagliapietra, che dopo essersi complimentato, gli consiglia di
rinunciare a far ascoltare il suo prodotto in italia e di rivolgersi ad
un'etichetta di Los Angeles. Questa accetta di buon grado il lavoro.
Nel 2004 Alex parte per Los
Angeles e incontra un famoso pittore americano Paul Whitehead (ex
direttore artistico dei Genesis), a cui viene affidato il compito di
costruire la parte grafica dell'album. Tutte le parti abbozzate vengono
registrate da veri strumentisti, inoltre vengono inseriti alcuni testi.
Alex pubblica degli annunci su
Internet col fine di trovare professionisti del settore, ma soprattutto
appassionati senza fini di lucro.
Così viene affiancato da
Marco Fabbri alla batteria con esperienze internazionali e
discografiche, Ettore Salati alle chitarre (6 e 12 corde), dotato di
grande sensibilità, insegnante di musica con alle spalle
esperienze di festival internazionali e produzioni discografiche,
infine Fabiano Spiga al basso, polistrumentista in realtà (anche
batterista e chitarrista) e autore, con molti interessi, tra cui la
poesia.
L'idea di Alex per il 2007
è quella di fare delle tournée in locali adeguati e
luoghi suggestivi, quali castelli, rocche abbandonate e parchi
integrando alle impressioni sonore contributi visivi.
La passione e la bravura di
quest'uomo, mi hanno colpito profondamente. E l'impressione che ho
nutrito durante tutta l'intervista è quella di trovarmi di
fronte ad una persona con un'umanità e una sensibilità
fortissima e immaginosa; ad un musicista consapevole, dotato di grande
determinazione, ma soprattutto umile, che non si sente assolutamente
arrivato, ma ha il coraggio di essere libero e di lottare per i propri
sogni trainato dall'amore per la musica.
Contatti:
Alex Carpani
mail@alexcarpani.com
www.alexcarpani.com