DAVID JACKSON PROJECT

"Il Giardino" Club
Lugagnano di Sona, Verona (Italy)
November 14th, 2008


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David Jackson, former member of Van der Graaf Generator, played an exclusive concert in Italy with an amazing band formed of Italian progressive rock stars like Aldo Tagliapietra (Le Orme), Alex Carpani, Gigi Cavalli Cocchi (Mangala Vallis, former member of Luciano Ligabue's band, C.S.I.), Ettore Salati (Alex Carpani Band, former member of The Watch, Soul Engine, Red Zen) and Marco Olivotto.
The David Jackson Project performed several songs of DJ repertory, as well as some hits of Le Orme and Van
der Graaf Generator.

Line-up:

David Jackson - saxophones, flutes
Aldo Tagliapietra - bass & vocals (in Le Orme's set)
Alex Carpani - keyboards
Gigi Cavalli Cocchi - drums
Ettore Salati - guitars
Marco Olivotto - bass & vocals






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Alex with David Jackson


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Alex with Aldo Tagliapietra


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The band: (from the left) Marco Olivotto, Ettore Salati, Gigi Cavalli Cocchi, Alex Carpani


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Photos by Renzo De Grandi:

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The lords of Prog...





Enjoy the video clips of the show on

tv


http://www.unotv.net/unotv/index_uno.cfm?sector=titoli&page=tl_MN_listaPubblica&ordina=tlData%20desc,%20tlOra%20desc


[Italian]
Resoconto della serata
(a cura di Marco Pessina, Club Il Giardino)

Metti una sera al “GIARDINO”. Metti il leggendario sassofonista dei VAN DER GRAAF GENERATOR istrionico e autentico protagonista della musica rock progressive degli epici anni’70: mister DAVID JACKSON. Affiancagli una strepitosa schiera di musicisti in un supergruppo ed il gioco è fatto. E’ andato in scena quello che di fatto è da considerare un evento.
Un progetto esclusivo creato apposta per il CLUB IL GIARDINO.
L’uomo del “doppio sax” era accompagnato per l’occasione da GIGI CAVALLI COCCHI alla batteria, da ALEX CARPANI alle tastiere, da ETTORE SALATI alle chitarre, da MARCO OLIVOTTO al basso e voce e con l’amichevole partecipazione di ALDO TAGIAPIETRA. La sala si presenta gremita in ogni ordine di posto e dopo le presentazioni di rito, tocca ad OLIVOTTO aprire le danze. Pianoforte e voce esegue, a suo modo di dire delle “canzoni improbabili” in quella situazione. Racchiude un mix di cinque pezzi in uno cantando in stile HAMMIL tra le altre un pezzo dei NIRVANA e uno dei LED ZEPPELIN. Applausi del pubblico ed entra JACKSON.
Breve presentazione e, avviata la base, esegue una canzone di recente produzione dal titolo HELLO, alternando l’ottavino al sax.
A questo punto entra la band ufficiale della serata con OLIVOTTO al basso e alla voce senza TAGLIAPIETRA.
La prima parte del concerto è incentrata sulle ultime composizioni del polistrumentista inglese. Si parte con TUMBLEDOWN, canzone che è stata  scritta e pensata per quel bruttissimo episodio che fu la  guerra lampo dell’esercito inglese alle isole MALVINE (FALKLAND), contese all’epoca (siamo negli anni ’80) all’Argentina. Episodio sottolineato negativamente dallo stesso JACKSON.
E’ la volta di DR.MOP, dedicata ai “dottori” delle pulizie. Le movenze e la capacità di alternare gli strumenti a fiato nella stessa canzone, fanno di JACKSON un personaggio unico nel suo genere. L’affiatamento con il resto della band è notevole, nonostante si sia provato poco come si può facilmente intuire.
Segue SAIGON ROULETTE (JACKSON confesserà di averla scritta dopo aver visto il film Il Cacciatore con DE NIRO). Conclude la prima parte TOUCH PAPERBONE. Il primo set si conclude, ma il bello deve ancora cominciare. Una decina di minuti e la band rientra. Questa volta c’è anche TAGLIAPIETRA, che dopo aver salutato il pubblico imbraccia la sei corde acustica e inizia l’arpeggio di ERA INVERNO. E quì l’atmosfera comincia a riscaldarsi, tutti fanno la loro parte a puntino. Applausi scroscianti e ALDO intona CEMENTO ARMATO passando al basso, quello a violino che apparteneva ad un certo “PAOLO” McCARTNEY. Brano che risulterà particolarmente  articolato, soprattutto nella parte centrale.
Molto bella, proprio per la presenza dei fiati, la versione di SGUARDO VERSO IL CIELO con la quale il musicista veneziano concluderà la sua performance. L’ambiente è bello caldo ed allora via con una serie di canzoni tirate per benino.
Stupenda BOLERO BOLEAS, almeno così doveva chiamarsi nella versione che i VAN DER GRAAF non fecero mai. HAMMIL non la capì (confessa JACKSON). Struggente la versione di TONEWALL, che il gruppo esegue dopo. La seconda parte del concerto è veramente bella!
Segue SOGNI D’ORO, con il canto alla HAMMIL di OLIVOTTO. Dopo HOMER, sale sul palco la figlia di JACKSON. DORIE e le altre due ragazze del gruppo che si esibirà il giorno seguente cantano MISSION. Molto bella eseguita in questo modo.
Il set si conclude con la magnifica WE GO NOW, qui il sax raggiunge vette incredibili nonostante il raffreddore di JACKSON.
Applausi scroscianti con il battimani ritmato che chiama tutti di nuovo sul palco.
Rientrano tutti compreso TAGLIAPIETRA, che tamburello in mano, darà una mano nel canto che fa il verso alla melodia di THEME ONE.
Dovevano passare 35 anni perché suonassi con ALDO, dirà DAVID JACKSON.



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